Dell’istante dove perdevo sempre

ottobre 8, 2013 § 6 commenti

Come sei baleno come sei che mi pieghi gli occhi a certa violenza che mi strazi di laido biancore che mi affliggi di incomunicazione perversa sono ombra e ci sono ombre dappertutto questa è crisalide che mi abbraccia e io l’abbraccio racchiudimi ti sto vanificando va ni fi ca ndo – mi – distruggi ho una tenia nel cervello divora e sono vuoto più penso più non ho pensato vuoto una mongolfiera non c’è poi così poco ossigeno come dicono a seimila metri dicono loro gli altri qualcun altro gli altri ma quali altri dici sempre non io non credo più in questa indeterminatezza ad esempio lei che sarebbe stata della mia vita mi è passata vicino due volte all’esterno di una stazione metropolitana e io non ho fatto niente assolutamente niente così non è successo assolutamente niente ed ero sicuro che fosse lei certissimo mi sono ferito di precisione e inattività non so parlare questo è e allora mi merito parecchi niente ho rilasciato gli occhi verso la pavimentazione più stupida d’Italia lavorare lavorare dove sono i soldi nelle tessere degli altri ma se non esistono gli altri dicevamo l’autobus la coincidenza ho finito le sigarette siamo tutti sfiniti i qui assenti con la minima voglia di essere umani hai una sigaretta rifugiamoci al chiuso nostro proprio isolati ancora una volta sconfitti.
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