A perdersi le briciole su labbra sporche

settembre 25, 2013 § 2 commenti

Non eri tu a non vedere il modo nessun modo per incastrare quell’adesso nel divenire e non ero io a non afferrare con lo sguardo neanche le mie orme nei giorni di ogni giorno, passeggiando tra vetrosi e attanaglianti nichilismi piuttosto presenti, non eri tu non ero io se vuoi potremmo dircelo ma io credo che veramente lasciamo il tempo come è stato il tempo, lo sento pugno di farina alle intemperie, non ci ho le forze veramente per proteggerlo nelle forme più confortanti e resistenti, eri proprio tu ero proprio e credo che a questo punto abbiamo finito tutte le possibilità di ricrearci passati migliori, stai serena ti dico avremo memoria analgesica, disinfettante, acquatica e non è una questione di provarci, non mortifichiamo di parole la semplicità, perché non mi ascolti tre minuti serena, io ora ti dico che potremmo star qui a guardarci la punta delle dita con una certa soddisfazione per averle portate tutte intere e tutte e dieci sino al cospetto di certe età molto simboliche che non riusciremo neanche a fare finta di ignorarle, poi passarci in rassegna tutto il resto, tastandolo, inventandoci il riflesso di uno specchio, sentendoci contemporaneamente le due figure da entrambi i lati l’una a fissare l’altra, quasi completamente nude o nude del tutto poco cambia mentre stiamo tornando ai fisici asciutti di tempi più fragili, trovare ogni cosa abbastanza integra e visibile al suo posto, ricavarne sollievo dall’ordine e da questa approssimativa conservazione, potremmo se ragionassimo come cibo del tempo, ma io invece santissima gloria in carne della vita sono di una stanchezza che fa buche nei giorni te lo dico di nuovo, e anche addosso i buchi e io non so bene come fare a ritrovarmi quando ci entro dentro e ora in questo momento non ce la faccio proprio potrei ti prego rimanere qui solo tra le mie cose e cenere e robe senza questa sensazione che insieme qualcosa, insieme niente, veramente ti prego, è stato forse proprio questo mai incontrarsi dei basta e degli ancora, no era una frase per dire davvero, guarda c’ho pensato è colpa mia, sì che mi reggo in piedi però ora scusami sul serio, poi qui sulla porta i vicini e le mie mutande, dai ora penso proprio che devo vomitare, ti saluto.
Annunci

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per settembre, 2013 su deanmorrisonn.