Nell’incorruttibile adolescenza degli istanti migliori riconoscersi

febbraio 28, 2013 § 3 commenti

Abrasione cranica mano alla nuca scivola sangue di ritorno già pensato il palmo incerto rosso te lo porgo in dono sposa politica della mia anima sposa poetica di un giovedì sera appena trascorso di un anno imprecisabilmente lontano distruzione del crisma connettivo tra la presenza e l’esistenza, mi afferri con la tua sinistra lenta il polso per strisciarti piano la mia linea della vita ematicamente fradicia sulla bocca, la tua destra aperta sporca uguale mi preme piano intanto le labbra, visi metà imbrattati ripulirceli con la lingua attorno all’ingresso delle nostre cavità orali sia racconto di ogni miseria o concezione che si pensi necessario scambiarsi in questo istante di silenzio irreale più o meno come tutto il resto, sapore e saliva di un passato inesistente, esistito, trascorso prima di scorrere, l’idea di vicinanza ipotizzata dall’interno utopico dei sogni niente di altro salviamoci queste pelli stracciate splendide questo dramma degli occhi salviamoci nell’unico modo stretti. Senza termine o inizio disorientati impreparati è così che ci affronteremo gli sguardi reduci senza più richieste d’aiuto, ricovero di ogni fatica genesi di ogni cura abbisognata già risposta di soccorso e soluzione accudita tra le braccia, niente di visto tutto saputo dove sei paura non ci sei più affondi risorgiamo, nei centimetri di commistione nelle notti insonni nelle distanze massime nella salsedine sulla neve nelle nazioni ripiegate, in questo cielo disperso noi siamo qui, risorgiamo.
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