Dove andremo a cominciare

novembre 25, 2011 § 6 commenti

Dopo sei albe catastrofiche senza una spilla da appuntare su tutte le parti che mandavano dolore per ricordarmi dove non mi dovevo toccare maledetta piaga miseria degli occhi tuoi grandi. Mi sta scoppiando un fiume intorno che tu non lo sai e mi viene da piangerti in faccia che vorrei riuscirci di nuovo di nuovo ancora fino a un poi indeterminato. Tutta ti guardavo dentro di una tristezza raggelante che non ci eravamo mai toccati i nostri punti infiniti di abisso redenzione rovine varie. Quanto vuoi tu e io poi per una fuga non mi metto mica a piovere disegni mnemonici solo per dire che di giorno si vede tutto così sbiadito, arrivami con gli spari a lunga gittata che sono senza piume, non volo non volo credici. Sai dove non sei e io no. I fiori si dovevano solo raccogliere e mai comprare solo se nascevano sulle rive delle strade a sei corsie. Prendimi a pezzi troppo grandi da affogarti che funziona che non ne usciremo interi mai. Di quegli incidenti bellici che scoppieremo in tutti i momenti sbagliati possibili con le vittime e pochi sopravvissuti feriti fino alle ossa scoperte disastrate. Iniziamo in un momento a caso tanto continueremo ad iniziare fino alla fine. Sono morsi che ti lancio meglio dei baci che hai mai avuto e ci leccheremo fino all’escoriazione delle pareti nostre dermiche. Con le mani a raccogliere in incalcolabili pieghe quante più disfunzioni psichiche riuscivamo a trovarci tra le braccia. Non siamo mica in mare per prenderci quei sogni dove prima non arrivavamo mai e farci neanche un fiocco grandissimo come regali che non c’è nemmeno bisogno di dirlo che sono regali, però lo faremo lo stesso che la salsedine ce la sappiamo inventare quanto vogliamo. Tutto ci sappiamo inventare che la verità è il falso storico meglio riuscito. Tremi tremi tremi. Il freddo da prenderci come bisogno senza avere mai mai paura del freddo, aspettando che l’iride si metta a brillare come fosse di rugiada fino a non passarci più dentro ma essere i nostri stessi buchi reciproci lì da dove passano furoreggianti respiri cosmici di felicità. Senza pietà per tutta la pietà che ci chiederanno con i sangue alle tempie di essere meno vivi che facciamo male a troppe deboli pelli sparse. Saremo i nostri occhi chiusi a vicenda. Per sempre poco credibili saremo il famoso cielo aperto a nessuno, saremo fino in fondo alle lacrime. Scrivere di noi o di una metafora cosmica mai successa, che verrà.
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